La Commissione europea punta a rilanciare la partecipazione palestinese al programma Horizon Europe

La Commissione europea punta a rafforzare la partecipazione dei ricercatori palestinesi ai programmi europei di ricerca e innovazione, con l’obiettivo di invertire il calo registrato negli ultimi anni e contribuire alla ricostruzione delle capacità scientifiche dopo la devastazione della guerra a Gaza.

L’iniziativa riguarda in particolare il programma Horizon Europe, principale strumento dell’Unione europea per il finanziamento della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica. Negli ultimi decenni la presenza palestinese nei programmi quadro europei è diminuita in modo significativo, mentre altri Paesi della regione hanno consolidato una partecipazione molto più consistente.

La Palestina, dal momento che non è riconosciuta come Stato da tutti i membri dell’Unione europea, non può essere formalmente associata ai programmi quadro. Tuttavia le istituzioni di ricerca palestinesi possono comunque partecipare come entità di Paesi terzi e accedere ai finanziamenti europei. Nei primi anni di partecipazione i risultati erano stati relativamente positivi. Il quadro è cambiato negli ultimi anni: nel programma Horizon 2020 sono stati assegnati solo nove progetti a enti palestinesi per meno di trecentomila euro. La maggior parte delle candidature proviene da università situate in Cisgiordania, mentre la partecipazione delle istituzioni scientifiche di Gaza è rimasta molto limitata. 

Per cercare di invertire questa tendenza, la Commissione europea insieme al ministero palestinese dell’istruzione ha illustrato a oltre 150 rappresentanti di università e centri di ricerca palestinesi le opportunità di finanziamento e le modalità di partecipazione ai bandi europei ancora aperti nell’ambito di Horizon Europe. Tra gli strumenti previsti per rafforzare la cooperazione figura anche il progetto Research Horizons for Gaza, un’iniziativa pilota finanziata con un milione di euro fino al 2027.

Il programma offrirà mentorship, orientamento alla carriera, formazione sulle competenze trasversali e accesso a infrastrutture di ricerca, coinvolgendo inizialmente 75 ricercatori palestinesi. L’obiettivo è rafforzare la loro visibilità all’interno della comunità scientifica europea e facilitarne l’inserimento nei consorzi di ricerca internazionali.

Nonostante il contesto complesso, la Commissione considera strategico sostenere la presenza dei ricercatori palestinesi nei programmi di cooperazione scientifica, ritenendo che la collaborazione internazionale nella ricerca possa contribuire nel lungo periodo allo sviluppo delle competenze, alla ricostruzione delle istituzioni accademiche e al rafforzamento dei legami scientifici con l’Europa.

FONTE (First)

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