Horizon Europe 2026-2027: in arrivo nuovi bandi orizzontali e maxi investimenti sulla biodiversità

Si delineano le prime anticipazioni sull’aggiornamento del programma di lavoro di Horizon Europe per il biennio 2026-2027, con importanti novità che rafforzano l’approccio strategico e orientato alle politiche dell’Unione. Secondo indiscrezioni emerse da documenti interni, la revisione prevista per settembre introdurrà due nuove call “orizzontali” di grande portata, ciascuna dotata di un proprio programma di lavoro e di centinaia di milioni di euro di budget.

Queste call trasversali rappresentano uno strumento sempre più centrale per l’esecutivo europeo, già sperimentato con iniziative recenti su intelligenza artificiale applicata alla scienza e decarbonizzazione delle industrie energivore. Tuttavia, la loro introduzione ha sollevato forti critiche, in particolare per il possibile utilizzo di fondi provenienti dai Paesi associati al programma, con il rischio di ridurre le risorse destinate alla ricerca bottom-up.

Un ulteriore elemento chiave riguarda le cosiddette “bridging actions”, ovvero azioni ponte pensate per accompagnare la transizione verso il prossimo programma quadro, atteso nel 2028. L’obiettivo è creare percorsi di investimento più fluidi e orientati all’innovazione, integrando il sostegno alla ricerca con le future politiche industriali europee. Questo processo si inserisce nella prospettiva di un’evoluzione del programma verso un modello più integrato nel futuro European Competitiveness Fund, che dovrebbe ridefinire il ruolo della ricerca nel contesto economico dell’UE.

Parallelamente, emerge con maggiore chiarezza una delle iniziative più avanzate: la maxi call dedicata alla biodiversità, con un budget complessivo stimato di 230 milioni di euro distribuiti su due anni e articolati in dieci topic. L’obiettivo è contribuire al target europeo di destinare il 10% del bilancio 2026-2027 alla biodiversità, rafforzando il legame tra ricerca, politiche ambientali e resilienza climatica.

La prima tranche, da 95 milioni di euro, dovrebbe aprire a ottobre 2026 e includere temi come il declino degli invertebrati, l’impatto delle transizioni verde e digitale sulla biodiversità, approcci sistemici al cambiamento trasformativo e lo sviluppo di un sistema globale di osservazione degli oceani. La seconda tranche, prevista per aprile 2027 con 124 milioni di euro, si concentrerà invece su ambiti emergenti e strategici, tra cui l’impatto delle sostanze PFAS sugli ecosistemi, i living labs per il ripristino ambientale, il contrasto al traffico di fauna selvatica, il monitoraggio della biodiversità e l’interazione tra biodiversità e salute secondo l’approccio One Health.

Nonostante il livello di dettaglio già emerso, budget definitivi e topic ufficiali non sono ancora stati formalmente approvati. Il processo di consultazione con gli Stati membri dovrebbe avviarsi a metà luglio, con l’adozione finale dell’aggiornamento attesa entro la fine di settembre.

(Fonte: First)

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