“Top Italian Scientists”. La Prof.ssa Elisabetta Comini si classifica prima tra le scienziate in Italia nel settore “Material & Nano Sciences”

Nell’ambito del TIS, il sito Top Italian Scientists che raccoglie un censimento degli scienziati e scholars italiani (in Italia e all’estero) di maggior impatto, la Prof.ssa Elisabetta Comini, Ordinaria di Fisica sperimentale dell’Università degli Studi di Brescia e Delegata del Rettore all’Innovazione e Trasferimento Tecnologico, risulta prima nell’area “Material & Nano Sciences” della lista “Top Italian Women Scientists per Macroarea” e ventesima nella classifica generale.

L’impatto di scienziati e scholars viene misurato con il valore di h-index, un numero che racchiude sia la produttività che l’impatto della produzione culturale o scientifica di una persona, basato sulle citazioni ricevute. Dal momento che la frequenza di citazioni varia nei vari campi del sapere, le liste sono presentate in modo separato per le varie aree e materie.

Nella classifica Elsevier (Scopus), basata soprattutto sull’impatto delle citazioni scientifiche, la Prof.ssa Elisabetta Comini è 91esima a livello internazionale nella categoria “Chimica Analitica” su 107126 ricercatori. 

La professoressa Elisabetta Comini è specializzata nello studio e nella crescita di ossidi metallici nanostrutturati, in particolare nanofili, e nella misurazione delle loro proprietà elettroniche, funzionali e strutturali. È responsabile del laboratorio SENSOR (Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Università degli Studi di Brescia) dal 2017. Lo scopo del laboratorio SENSOR è quello di progettare e sviluppare nuovi materiali e processi produttivi per realizzare dispositivi e sistemi che abbiano applicazioni funzionali nell’ottica di ridurre l’inquinamento e supportare una crescita sostenibile (ad esempio sensori chimici, sensori di gas, celle a combustibile). Queste nanostrutture cristalline mono dimensionali stanno oggi emergendo non solo come basi per una elettronica di nuova generazione, dispositivi optoelettronici in scala nanometrica con prestazioni superiori, ma anche per monitorare le funzionalità di campioni biologici a risoluzioni sempre maggiori. Il laboratorio è equipaggiato con sistemi avanzati ed unici a livello nazionale che possono essere sfruttati sia per la caratterizzazione dei materiali inorganici a livello nanometrico, che per quella di biomateriali nel campo della nanomedicina.  

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